Tra le novità più interessanti del Decreto sviluppo c’è senz’altro la cosiddetta “portabilità dei mutui“. Il provvedimento, varato il 5 maggio scorso, prevede che i mutui a tasso e rata variabile possano essere rinegoziati fino al 31 dicembre 2012 in mutui a tasso fisso.
Fino a tale data si potrà ottenere dal finanziatore la rinegoziazione del mutuo, purché si siano stipulati contratti di mutuo ipotecario a tasso e a rata variabile per tutta la durata del contratto, sia per l’acquisto, sia per la ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione: l’importo originario non deve essere superiore a 150.000 euro.
Con la richiesta di rinegoziazione sarà necessario presentare un’attestazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee), rilasciata da un soggetto abilitato, che non superi 30.000 euro e nella quale si evinca che il mutuatario non abbia avuto ritardi nel pagamento delle rate del mutuo.
Si potrà anche concordare l’allungamento del piano di rimborso del mutuo, per un periodo massimo di 5 anni, a condizione che la durata residua del mutuo all’atto della rinegoziazione non superi 25 anni.
La convenienza del passaggio di mutuo, però, non è automaticamente conveniente ed è necessario fare bene i calcoli prima di decidere.
mutuionline ha fatto un po’ di paragoni —-> vedi prospetti
di Giada Giupponi