CHE PESCE SI MANGIA?

L’ organizzazione per la salvaguardia mondiale degli squali, la Sharl Alliance, ha reso noto che molto del pesce che compriamo può avere il marchio di fresco anche se vecchio di una ventina di giorni. Ciò è possibile perché i pescherecci conservano il pesce catturato nei frigoriferi a bordo.

Prima che arrivino alle pescherie possono passare anche tre settimane, con almeno un passaggio di scongelamento.

Un altro frequente inganno è quello di spacciare pesce di basso costo per un tipo più caro. Si vendono, così, totani per calamari, platesse per sogliole, pangasi (che vive nel fiume asiatico e inquinato, Mekong) per filetti di ricciole, cernie o gallinelle.

Sarebbe meglio non consumare pesce, per evitare a questo animale tanta sofferenza, ma se proprio è necessario ricordiamo le specie vietate: calamaretti, bianchetti, cicerelli, cannolicchi, rossetti, letterini, telline e zerri.

E le specie a rischio di estinzione: capesante, anguille, cernie, naselli, occhialoni, platesse, pesci spada, code di rospo, razze, squali e tonni.

di Giada Giupponi

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